Catanzaro
 

Caso Chiaravalle, l'associazione universitaria Eureka si appella alle Istituzioni

"Mai ci saremmo aspettati un cosi radicale cambiamento delle nostre vite, delle nostre abitudini. Mai ci saremmo aspettati che, in un periodo di fiorente attività tecnologica e scientifica, potesse arrivare un Virus a cambiare le nostre giornate e metterci in pausa. Per contrastare l'avanzata del "nemico silenzioso", ci è stato chiesto di restare a casa, di evitare contatti ravvicinati e di aspettare che le cose evolvano al meglio. Ma non per tutti sta andando cosi. Alcune realtà, che in pochi conosciamo, sono la rappresentazione di come il diritto alla salute, cosi bene enunciato nella Costituzione, sia al momento osteggiato dalla paura e dalla poca lucidità. Perché vogliamo pensarla così, vogliamo pensare che di paura e poca lucidità si tratti. È ciò [1]che sta succedendo nella Casa di Cura "Domus Aurea" di Chiaravalle, all'interno della quale una cinquantina di ospiti sono affetti da Coronavirus in attesa di ospedalizzazione. Quella tanto attesa ospedalizzazione che sembra non trovare risposta, nonostante già i sette deceduti nel giro di poche ore. Gli ospiti della struttura vedono leso il proprio diritto di accesso alle cure, il proprio diritto, se si può estremizzare in tal senso, a vedersi riconosciuta una "degenza dignitosa". Nonostante l'appello dell'amministrazione comunale, nonostante la richiesta avanzata dall'Asp di Catanzaro, sembra che le autorità competenti siano sorde al grido d'aiuto. Ci siamo definiti fratelli, abbiamo acclamato l'unità, ma forse tutto questo non vale per i figli di un Dio minore. Come è possibile che quella gente venga abbandonata a se stessa, che gli operatori della struttura non abbiano mezzi e strumenti idonei e che tanta poca umanità passi inosservata? Il nostro appello va alle Istituzioni, alla Regione Calabria, alla sanità locale e nazionale, affinché si eviti che la paura e la poca lucidità trasformino una situazione del genere in una vera e propria strage". Lo afferma in una nota l'associazione universitaria "Eureka".