Catanzaro
 

Il capo della Dia di Catanzaro, Emiddio: “La ‘ndrangheta è in continua espansione, affari anche all’estero per fare ‘sparire’ i soldi”

dia2 500"La 'ndrangheta e' una holding che non perde occasione per arricchirsi", riuscendo a "contaminare qualsiasi pezzo della societa' lasciato senza un presidio e pervadendo tutto il territorio nazionale". A ricostruire le dinamiche della criminalita' organizzata nel distretto della Dda di Catanzaro e' stato il responsabile della sezione operativa della Direzione investigativa antimafia catanzarese, il vicequestore Giuseppe Maria Emiddio. Arrivato da poco alla guida della sezione, il vicequestore ha incontrato i giornalisti per fare il punto sull'attivita' svolta e sui risultati conseguiti che sono contenuti nella tradizionale relazione della Dia. Per Emiddio e' stata anche la prima uscita pubblica da quando ha assunto la guida della sezione.

"Abbiamo registrato la presenza di 'locali' in ogni regione - ha evidenziato - anche in quelle dove fino a poco tempo fa non venivano prese nemmeno in considerazione". Una capacita' di infiltrazione molto elevata, al punto che la stessa relazione della Dia diventa "uno spaccato in work in progress che deve tenere conto anche di nuovi reati per guadagnare di piu'".
Nel vorticoso giro di affari messo in piedi dalla 'ndrangheta, la Dia ha riscontrato una capacita' di "specializzarsi per creare una 'lavanderia' con fatturazioni false, societa' intestate a prestanomi e tutti quegli elementi che possono servire per ripulire il denaro frutto delle attivita' illecite". Affari che, secondo quanto emerso nelle varie indagini, "vengono portati a termine anche al di fuori del territorio italiano, proprio perche' cosi' e' possibile fare sparire i soldi". In una 'ndrangheta in continua evoluzione che non e' solo arcaiche tradizioni, assumono un ruolo rilevante anche le donne che si occupano delle persone in carcere e portano avanti gli affari della cosca. Un' espansione che, ovviamente, non lascia indifferente la pubblica amministrazione: "Riscontriamo un legame tra associazione criminale e pubblica amministrazione - ha detto Emiddio - che non e' scevra da condizionamenti".
Per contrastare questa continua ascesa, il vicequestore ha ribadito la necessita' di una collaborazione proficua da parte della popolazione: "Non c'e' una forte collaborazione della cittadinanza - ha dichiarato Emiddio - come se ci fosse una sorta di abitudine che va sradicata perche' altrimenti la guerra non puo' essere vinta. Non si puo' pensare di delegare solo le forze dell'ordine".

Nella relazione della Dia sono state analizzate le dinamiche che riguardano le province di Catanzaro, Crotone, Cosenza e Vibo Valentia, prendendo in esame le varie cosche attive sul territorio e le operazioni di contrasto portate a termine tra gennaio e giugno dello scorso anno.